██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Rādhā
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
«Rādhā è stata venerata dai devoti di Viṣṇu non solo come l'amata terrena di Kṛṣṇa ma anche come la sua eterna consorte, la metà della dualità divina. [...] Rādhā, personificazione dell'ideale dell'"amore devozionale" (
prema bhakti
), è divenuta essa stessa oggetto del culto viṣṇuita, talvolta come una realtà mediatrice, ma spesso come realtà suprema, più elevata dello stesso Kṛṣṇa.»
(Donna Marie Wulff, Rādhā, in "Enciclopedia delle religioni", vol.9; Milano, Jaca Book, 2006, p. 299)
Secondo alcuni racconti poetico-religiosi hindū, segnatamente bengalesi, Rādhā è la moglie del pastore Āyānacite-ref-2[2]. Un altro pastore di Vṛndāvana, di nome Nanda, alleva il piccolo mwkgKṛṣṇa, il quale divenuto giovinetto amoreggia con molte mwkwgopī, figlie e mogli dei pastoricite-ref-3[3], tra cui, la principale, è Rādhā.
Nell'articolata simbologia teologica hindū, Rādhā rappresenta la totale mwmqdevozione per Dio, Kṛṣṇa, e l'mwmgabbandono, amoroso e incondizionato, a lui (mwmwprema bhakti), sentimento che, nella visione viṣṇuita, rappresenta il più alto principio dell'intero universo. Tale forma di abbandono amoroso è governato dalla potenza del "piacere" (s. m. mwnahlāda, mwnghlādinī) spirituale e trascendente. In questo senso, per alcune teologie la stessa Rādhā è una mwnwmanifestazione di Dio, Kṛṣṇa, ovvero della sua potenza quando egli intende manifestare il "piacere", e tale manifestazione va intesa come atemporale.
L'amore spirituale di Rādhā verso Kṛṣṇa, ma adultero nei confronti del proprio marito terreno, viene reso come la mwoqmetafora dell'amore più elevato, perché solo l'amore tra gli amanti che nulla si devono l'un l'altro, a differenza di quello coniugale mediato per mezzo di un accordo, è inteso come il più purocite-ref-4[4].
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Origini e sviluppi
Non si hanno notizie certe sull'origine di questa figura mitologica e religiosa. La fonte più antica consiste in una serie di versi resi in sanscrito, pracritico e mwqqapabrahṃśa, che dimostrerebbe come intorno alla fine del millennio ella era già celebrata come compagna di Kṛṣṇa.
Nel mwqwXII secolo il poeta bengalese mwraJayadeva, immortala la figura di Rādhā e del suo amore per Kṛṣṇa nello splendido poema del mwrqmwrgGītagovinda:
(sanscrito)
«meghaiḥ meduram ambaram vana-bhuvaḥ śyāmāḥ tamāla-drumaiḥ
naktam bhīruḥ ayam tvam eva tat imam rādhe gṛham prāpaya
ittham nanda-nideśataḥ calitayoḥ prati-adhva-kuñja-drumam
rādhā-mādhavayoḥ jayanti yamunā-kūle rahaḥ-kelayaḥ»
(italiano)
«"Di nuvole soffice il cielo, le foreste scure d'alberi di
tamāla
;
di notte lui ha paura: e tu Rādhā, accompagnalo a questa dimora!".
Così agli ordini di Nanda trionfano sulla riva della Yamunā gli amori segreti di Rādhā e di Mādhava
giunti all'albero della pergola lungo il sentiero.»
(Jayadeva, Gitāgovinda, I, 1-4; traduzione di Giuliano Boccali, Milano, Adelphi, 1982, p.37)
Con il tempo Rādhā assimilerà il medesimo ruolo della mwtqparedra di Viṣṇu, Lakṣmī, soprattutto come mediatrice tra le anime e la Persona suprema, Dio.
«La natura di Rādhā contrasta con quella delle altre principali divinità femminili induiste. Ella non è né dea madre, né divinità della fertilità, né dea collerica e distruttiva e neppure paradigma sociale. Non è mai divenuta una divinità indipendente, ma è stata venerata esclusivamente in relazione con Kṛṣṇa. Nonostante tutto, la sua crescente importanza nel culto viṣṇuita a partire dal
XVI secolo
non può essere sottovalutata. Rādhā è la più alta fonte di ispirazione per il devoto, per la fermezza e l'intensità del suo amore per Kṛṣṇa, soprattutto nella separazione. La forza di Rādhā e delle compagne e la superiorità della loro devozione elevano il valore delle capacità religiose delle donne, con le relative implicazioni sociali. Infine, come personificazione dell'amore supremo, Rādhā nella sua eterna relazione con Kṛṣṇa rappresenta la realtà ultima, perché proprio l'amore (
prema
), nella visione viṣṇuita, è il più alto principio dell'universo.»
(Donna Marie Wulff, Rādhā, in "Enciclopedia delle religioni", vol.9; Milano, Jaca Book, 2006, p. 301)
Con il mistico bengalese del mwuaXVI secolo mwuqCaitanya si avvierà l'adorazione della coppia Rādhā-Kṛṣṇa messi fianco a fianco (mwugyugala-mūrti).
Note
cite-note-11. Da notare che il nome di Rādhā viene posto sempre prima del nome di mwwqKṛṣṇa in quanto i devoti viṣṇuiti rendono omaggio prima a Rādhā qui intesa come potenza di "piacere" (s.m. mwwghlāda, mwxahlādinī) della stessa Persona suprema. Allo stesso modo le altre coppie della divinità: Sītā-Rāma o Lakṣmī-Nārāyaṇa.
cite-note-33. ↑ L'evidente contraddizione tra le relazioni extraconiugali di queste pastorelle con i rigidi principi morali inerenti alla figura della moglie fedele propri dei principi religiosi hindū viene spiegata da teologi come Rūpa Gosvāmī (mwzgXVI secolo) con il fatto che le mwzwmwaagopī appartengono mwaqab aeterno a Dio, Kṛṣṇa, e il loro matrimonio terreno con i pastori è dovuto al solo scopo di accrescere il gioco amoroso (mwaglīlā) con il Dio stesso.
cite-note-44. ↑ David Kinsley, mwbgHindu Goddesses: Visions of the Divine Feminine in the Hindu Religious Tradition, University of California Press, 1988, p.89.
cite-note-52. Intende Kṛṣṇa in quanto principe degli Yādava è inteso come discendente del Madhu Yādava.
Bibliografia
• Margaret Stutley e James Stutley. mwdwDizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980, p.mwea 352 e sgg.
• Donna Marie Wulff, mwegRādhā, in "Enciclopedia delle religioni", vol.9; Milano, Jaca Book, 2006, p.mwew 300 e sgg.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Rādhā
Collegamenti esterni
• mwgaCanti celebrativi tradizionali hindū in onore di Rādhā, su youtube.com.
• mwggCanto in lingua bengali dell'inno dedicato a Rādhā-Mādhava dal mistico bengalese Bhaktivinoda Ṭhākura (1838-1914). Il testo recita:
(bengali)
«jaya rādhā-mādhava jaya kuñja-bihārī
gopī-jana-vallabha giri-vara-dhārī
yaśodā-nandana braja-jana-rañjana
yāmuna-tīra-vana-cārī»
(italiano)
«Gloria a Rādhā-Mādhava (Mādhava intende discendente di Madhu quindi Kṛṣṇa), gloria a [Colui che trascorre i suoi passatempi] nei boschi (
kuñja
: "cespugli", "pergolati") di Vṛndāvana (
bihārī
);
l'amante delle mandriane, il reggitore della collina di Govardhana;
Il figlio di Yaśodā e di Nanda (
yaśodā-nandana
), delizia degli abitanti Vraja (Vraja intende quel distretto nei pressi di Mathurā);
che si aggira nei boschi lungo le rive dello Yāmuna.»
(Bhaktivinoda Ṭhākura, Jaya Rādhā-Mādhava)
• mwhg Stessa versione dell'inno del mistico bengalese Bhaktivinoda Ṭhākura (1838-1914) cantato da un gruppo rock religioso hindū, su YouTube.